5 consigli per parlare in inglese meglio e più fluidamente

5 consigli per parlare in inglese meglio e più fluidamente

Hai un buon livello di comprensione dell’inglese, ma fatichi a parlarlo, non ti vengono le parole e la lingua si ingarbuglia? Non c’è niente di strano. Moltissime persone trovano più semplice leggere, ascoltare o addirittura scrivere in una lingua straniera piuttosto che parlarla. Nel parlato, infatti, ci sentiamo più vulnerabili, dobbiamo pensare in fretta e temiamo di sbagliare, tutte preoccupazioni che mandano in cortocircuito il cervello, facendoci parlare peggio di quanto in realtà sappiamo fare.

Dunque, come imparare a parlare in inglese in modo più fluente e confident? Ecco 5 consigli che chiunque può mettere in pratica per riuscirci.

1. I primi ostacoli sono quelli che hai nella mente

Lo sappiamo, sembra una frase fatta da libro di self-help, ma è l’assoluta verità. Spessissimo il principale limite alla nostra capacità di parlare in inglese – o di migliorare la nostra capacità – è dentro di noi: sono la nostra timidezza, la paura di sbagliare, di fare figuracce e così via. Ecco alcuni pensieri e pratiche che possono aiutarti:

  • Se hai di fronte un madrelingua inglese e temi di fare brutte figure, comincia col pensare che TU stai parlando una lingua che non è la tua, TU stai facendo la fatica di andare incontro al tuo interlocutore nella sua lingua, quindi TU sei, a prescindere, una persona da ammirare perché stai mostrando una competenza che l’altra persona non ha: quella di parlare, anche se in modo imperfetto, nella lingua dell’altro.
  • Se invece l’inglese è una lingua franca che utilizzi per interloquire con un non madrelingua, allora sappi che la persona che hai davanti ha senza dubbio consapevolezza di quanto sia difficile parlare una lingua che non ci è propria. E quindi con ogni probabilità avrà molta più pazienza ed elasticità mentale di quello che ti aspetti.

2. Sfrutta ogni opportunità di parlare in inglese, incluse quelle offerte dalla tecnologia

C’è un proverbio inglese che dice: “practice makes perfect”. Dunque un metodo senza dubbio efficace per imparare a parlare in inglese in modo fluente è…farlo! Non devi per forza cominciare prendendo la parola durante un meeting in inglese al lavoro, se non te la senti, ma puoi fare dei piccoli passi che ti avvicinano all’obiettivo, ad esempio:

  • Rompi il ghiaccio su una app. La tecnologia può aiutarci a sentirci meno esposti e a rompere il ghiaccio nel parlare una lingua con cui non ci sentiamo a nostro agio. Esistono diverse app di scambi linguistici che ti permettono di chiacchierare in inglese in apposite room con altre persone, madrelingua o meno. Un ottimo modo per abituarsi a parlare in inglese con altre persone, in modo spontaneo.
  • Cerca eventi in inglese nella tua zona. Se abiti in una città o nelle vicinanze di una città, è probabile che troverai eventi del tipo meet and talk, ovvero incontri, spesso organizzati in bar, pub e caffè, dove si riuniscono persone che desiderano discutere in inglese, proprio come te!
  • Attacca bottone con i turisti. Se abiti in una città turistica, probabilmente vedi tutti i giorni orde di English speakers – nativi o meno – per strada, nei caffè e nei negozi. Attaccare bottone, magari offrendo il tuo aiuto se li vedi in difficoltà, può essere un ottimo modo per mettere alla prova la tua proficiency su base quotidiana.

3. Memorizza frasi e dialoghi

Questo è un trucco che i poliglotti conoscono bene e che ha una grandissima efficacia: memorizzare frasi utili, che includono espressioni di uso frequente, o addirittura interi dialoghi dai libri di testo (o dalla tua serie TV preferita!) e ripeterli ad alta voce, è un ottimo sistema per migliorare la tua capacità di parlare in inglese.

4. Immergiti nell’ascolto

Ascoltare radio, podcast, audiolibri, o guardare serie TV e film in inglese farà sì che le sonorità della lingua, oltre che la sua grammatica e terminologia, siano piano piano assorbiti dalla tua mente, e diventerà con il tempo un’abitudine che nutrirà le tue competenze in inglese giorno dopo giorno.

5. Fai le “prove” delle conversazioni

Devi sostenere un colloquio di lavoro in inglese? O fare una presentazione? O parlare con dei potenziali clienti? Qualunque sia l’occasione che ti porterà a usare la lingua inglese nel parlato, preparati in anticipo le frasi da dire e provale ad alta voce. Ti aiuterà ad acquisire sicurezza e a sentirti più preparato.


Migliora la tua fluency con un corso British Schools

La risposta definitiva alla domanda “come imparare a parlare in inglese” a un livello ben superiore al semplice “cavarsela” è però solo una: con l’aiuto di insegnanti professionisti madrelingua, e di un ambiente di studio che fa per te. British Schools offre una serie di corsi di inglese tarati su ogni possibile livello ed esigenza, dai corsi base per i principianti a quelli avanzati utili per il lavoro o per l’attività accademica. Forti di un metodo elaborato nel corso di molti decenni di attività, offriamo il giusto mix di grammatica e pratica, rigore e divertimento, per garantirti un apprendimento dell’inglese coinvolgente ed efficace.

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10 attori inglesi famosi che hanno fatto la storia del cinema

10 attori inglesi famosi che hanno fatto la storia del cinema

Fucina pressoché infinita di talenti teatrali e cinematografici, l’Inghilterra ha dato i natali a moltissime star di oggi e di ieri, sia donne che uomini. In questo post abbiamo deciso di concentrarci sui secondi, andando a conoscere dieci attori inglesi di fama mondiale che hanno fatto la storia della settima arte.

Charlie Chaplin, il più influente

Il primo che vogliamo elencare è forse il più grande, e di certo un personaggio che si può limitare dentro la categoria di “attore”. Regista, produttore, sceneggiatore, compositore, ha firmato oltre novanta pellicole nel passaggio tra il cinema muto e il sonoro, diventando uno degli artefici del cinema come lo conosciamo oggi e tracciando con la sua arte un ritratto feroce e una potente critica del mondo nella prima metà del XX secolo.

Cary Grant, il più affascinante

Ebbene sì, Gary Grant, la star di Hollywood che ha animato film indimenticabili come Arsenico e vecchi merletti, Notorious – L’amante perduta, Intrigo Internazionale, Sciarada e una settantina di altre pellicole, non era affatto statunitense, ma era nato a Bristol. Proprio qui a soli quindici anni si era unito a una compagnia di saltimbanchi e aveva cominciato la sua carriera teatrale, che a soli sedici anni lo portò a Broadway. Il resto è storia.

Laurence Olivier, il baronetto

Vincitore di ben quattro premi Oscar, Laurence Olivier ha di certo tenuto alta la fiaccola del teatro britannico vincendo ben due statuette con la trasposizione cinematografica dell’Amleto, da lui diretta e interpretata, e guadagnandosi il titolo di baronetto diventando il primo direttore artistico dell’importantissimo Royal National Theatre di Londra.

Peter O’Toole, l’indimenticabile Lawrence d’Arabia

Nato a Leeds, divenne una delle star più celebri degli anni Sessanta grazie al ruolo di protagonista in Lawrence d’Arabia, film che lo catapultò in tutta una serie di altre pellicole tra cui Come rubare un milione di dollari e vivere felici (insieme a Audrey Hepburn) e Il leone d’inverno. Ma pere decenni calcò anche i palchi teatrali, soprattutto portando in scena il repertorio shakespeariano.

Michael Caine, con oltre cento film all’attivo

Se non è l’attore con più film all’attivo, Michael Caine ci arriva molto vicino, con oltre cento titoli e una straordinaria carriera iniziata nel 1956. Noto in anni più recenti per il suo sodalizio con regista Christopher Nolan, scelse il suo nome d’arte (il suo vero nome è infatti Maurice Joseph Micklewhite) ispirandosi proprio a un film, L’ammutinamento del Caine.

Gary Oldman, il più trasformista

Veniamo a tempi più recenti con un attore divenuto celebre negli anni Ottanta e Novanta, ma ancora tra i più amati e apprezzati ancora oggi. Nato a Londra, è noto per la sua grandissima versatilità, che l’ha portato a interpretare da Dracula a Winston Churchill, da Sirius Black nella serie di Harry Potter a James Gordon nella trilogia del cavaliere oscuro.

Hugh Grant, il più romantico

Vero pilastro dell’ormai classica tradizione delle commedie romantiche degli anni Novanta e primi Duemila, divenne in realtà celebre con un film drammatico, il toccante Maurice di James Ivory, che a ventisette anni gli valse la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla Mostra del cinema di Venezia.

Jude Law, il più ammirato

Con all’attivo alcune delle pellicole più celebri e di maggiore successo degli ultimi decenni – da Ritorno a Cold Mountain a Il talento di Mr. Ripley, passando per Il nemico alle porte, The Aviator, Closer, Hugo Cabret, Grand Budapest Hotel e moltissimi altri), Jude Law è senza dubbio uno degli attori più amati e rappresentativi del cinema contemporaneo, oltre a essere stato proclamato dalla rivista People l’uomo più sexy dell’anno 2004.

Daniel Day-Lewis, il più talentuoso

Altro londinese, classe 1957, Daniel Day-Lewis è universalmente considerato uno dei più grandi attori della sua generazione. Detentore di ben tre Oscar al miglior attore, ha interpretato personaggi indimenticabili per la loro complessità e drammaticità, come Daniel Plainview ne Il petroliere, o Christy Brown ne Il mio piede sinistro.

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Love is in the air: come parlare d’amore in inglese

Love is in the air: come parlare d'amore in inglese

San Valentino si avvicina, e allora quale periodo migliore per imparare a parlare di sentimenti e d’amore in inglese? Se il tuo significant other è anglofono/a, o vuoi semplicemente saperne di più sull’argomento, in questo articolo ti aiuteremo a scoprire tutto quello che devi sapere per aprire il tuo cuore nella lingua di Albione!

Espressioni su sentimenti e amore in inglese

Cominciamo con una rapida panoramica sulle espressioni che hanno a che fare con l’amore in inglese:

Significant other → partner o dolce metà
Better half → letteralmente “la metà migliore”, è un altro modo lusinghiero per definire un partner
Soul mate → anima gemella
Love at first sight → colpo di fulmine
Perfect match → abbinamento perfetto
The one → la persona giusta, quella con cui accasarsi
The love of my life → l’amore della mia vita

I verbi per parlare d’amore in inglese

Come puoi dichiararti alla persona a te pù cara se non conosci i verbi giusti? Scopriamoli subito:
• to fancy → desiderare, essere attratto/a da
• to care for → tenere a qualcuno, volere bene
• to be fond of → essere molto affezionato/a a
• to fall in love → innamorarsi
• to drive [someone] crazy → far impazzire [qualcuno]
• to love → amare
• to ask [someone] out → chiedere [a qualcuno] di uscire
• to date → frequentare
• to move in together → andare a vivere insieme
• to get married / to tie the knot → sposarsi

5 frasi d’amore in inglese

Vediamo ora alcuni esempi di frasi d’amore in inglese per fare colpo sulla persona a cui tieni:
You’re too good to be true → sei troppo buono/a per essere vero/a.
You’re the light of my life → letteralmente, sei la luce della mia vita. Mi illumini la vita.
You drive me crazy! → mi fai impazzire!
Love will find a way → l’amore troverà il modo. È un’espressione che significa che con l’amore si può superare qualunque difficoltà.
Love is patient, love is kind → l’amore è paziente, l’amore è gentile. Si tratta di una frase biblica molto citata nelle occasioni quali matrimoni e fidanzamenti.

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Guida ai quartieri di Londra: dai più chic ai più cool

Guida ai quartieri di Londra: dai più chic ai più cool

Con ben trentadue distretti e una superficie di 1572 chilometri quadrati (Milano ne fa appena 181!), Londra è una megalopoli globale abitata da circa 9 milioni di abitanti. In questo post andiamo alla scoperta dei suoi quartieri più celebri, dalle zone più aristocratiche a quelle più punk!

 

I quartieri di Londra da non perdere

Se hai in programma un viaggio a Londra, ecco i quartieri che ti consigliamo di visitare!

 

Kensington e Chelsea

Questi due quartieri, in genere citati insieme, rappresentano il cuore della Londra posh. Eleganti ed esclusivi, sono la residenza di celebrità e grandi personalità britanniche e non, oltre ad ospitare una cospicua popolazione di francesi. La meta turistica più frequentata da queste parti è senza dubbio il cosiddetto “Museum Mile”, una zona che ospita alcuni dei più celebri musei di Londra tra cui il Victoria & Albert Museum, il National History Museum e il Science Museum.
Da vedere anche il Kensington Palace, la residenza dei “giovani” della famiglia reale, con uno spettacolare giardino che è stato anche uno dei set della serie TV The Crown.

 

Notting Hill

Situato subito a nord di Kensington, Notting Hill non ha bisogno di presentazioni. Di certo hai in mentre le casette colorate e la vivace via su cui si affacciava la polverosa libreria di Hugh Grant nell’omonima commedia romantica. Anche se negli anni è divenuto molto turistico, questo quartiere di Londra conserva ancora il suo fascino ed è animato da un mercato imperdibile, quello di Portobello Road. Vi si trova di tutto, dall’antiquariato ai vinili.

 

Camden Town

Altro quartiere noto per il suo vibrante strambo mercato Camden Town merita decisamente una visita, soprattutto se hai la passione per il vintage e l’artigianato. Ma questo quartiere di Londra è legato anche alla storia della musica rock e punk. Nei suoi locali più famosi, come The World’s End, l’Underworld e The Roundhouse, hanno suonato gruppi come i Doors e i Pink Floyd, mentre proprio in questa zona venivano a rifornirsi di dischi e abbigliamento i primi punk.

 

Shoreditch

Viaggiamo verso Est e approdiamo a Shoreditch, un quartiere noto per la sua scena creativa, il suo cibo di strada, le sue gallerie d’arte e la sua aura un tantino hipster. Tra botteghe di moda indipendenti, graffiti e ristoranti gourmet che accolgono i fondatori delle tante startup che proprio qui hanno sede, è senza dubbio un posto in cui non ci si può annoiare.

 

Soho

Parte della City of Westminster (la zona, insomma, dove ha sede la casa reale inglese), Soho è tutto l’opposto della grandiosità e dell’eleganza dei suoi vicini coronati. Noto per la sua vita notturna e per la Chinatown londinese, è un quartiere che non dorme mai, anche grazie ai molti locali a luci rosse.

 

Brixton

Passiamo il Tamigi e addentriamoci nella zona decisamente meno visitata (ma più autentica) di Londra, quella Sud. Brixton è un quartiere che nel corso dei decenni è stato attraversato da molte diverse ondate migratorie, di cui forse quella che ha dato più l’impronta al quartiere è stata quella giamaicana. Un luogo in cui incontrare dei veri londinesi, che oggi spesso e volentieri hanno lontane radici altrove.

 

Vuoi migliorare il tuo inglese? Prova un corso British Schools!

Che tu voglia semplicemente goderti il tuo prossimo viaggio a Londra al massimo o prepararti per vivere, studiare e lavorare in un paese anglofono, un corso di inglese British Schools ti aiuterà a migliorare il tuo livello in modo completo e coinvolgente.

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Insieme per crescere: l’Assemblea degli Associati A.I.B.S.E. a Cambridge

Insieme per crescere: l’Assemblea degli Associati A.I.B.S.E. a Cambridge


Cosa significa davvero far parte di un gruppo di oltre 60 scuole di lingue in tutta Italia?


Per noi di British Schools Group non è solo una questione di numeri, ma di persone, valori e visione condivisa.
Essere parte di un’unica rete significa unire le forze per portare avanti un progetto educativo comune, fondato sulla qualità dell’insegnamento, sull’innovazione didattica e sulla passione per la lingua inglese.


Il 27 e 28 novembre abbiamo vissuto due giornate intense e ricche di ispirazione durante l’Assemblea degli Associati A.I.B.S.E. a Cambridge, ospitati nella splendida cornice del The Triangle Building.
Un momento di confronto e crescita collettiva, in cui le scuole associate hanno potuto condividere esperienze, strategie e prospettive per continuare a innovare la formazione linguistica in Italia.
L’incontro si è concluso con una cena di gala al Jesus College, un luogo carico di storia e fascino, perfetto per celebrare il valore della collaborazione e dello spirito di gruppo che ci unisce.


Tornare da Cambridge significa portare con sé nuove idee, nuovi legami e la consapevolezza che la forza del gruppo è ciò che ci permette di guardare al futuro con entusiasmo e fiducia.
Perché essere parte di British Schools Group vuol dire questo: condividere un percorso comune, crescere professionalmente e costruire ogni giorno una rete fatta di competenza, collaborazione e visione.

Trasferirsi in Inghilterra: come funziona dopo la Brexit?

Trasferirsi in Inghilterra: come funziona dopo la Brexit?

Tutti abbiamo un amico, un compagno di classe o (per i più giovani) uno zio che, una volta finito di studiare, è partito per Londra per “migliorare l’inglese” – spesso un modo in codice per dire “sbarcare il lunario con un lavoretto da lavapiatti” – o per cercare fortuna e nuove esperienze nella grande metropoli. Fino a qualche anno fa, andare a vivere in Inghilterra era semplicissimo: bastava semplicemente fare la valigia e…andarci. Questo perché il Regno Unito faceva parte dell’Unione Europea, all’interno della quale tutti i cittadini (inclusi noi italiani) avevano la libera circolazione.

Tutto è cambiato con la Brexit e i conseguenti, lunghi, trattati, che hanno posto fine alla libera circolazione a fine 2020. Come si fa, dunque, ad andare a vivere in Inghilterra (o nelle altre nazioni del Regno Unito) dopo la Brexit? Scopriamolo subito.

 

Come andare a vivere in Inghilterra dopo la Brexit

Per prima cosa, devi sapere che in quanto cittadino italiano puoi andare a vivere in Inghilterra per un periodo massimo di 6 mesi senza visto per turismo, per visitare parenti o amici, per partecipare a eventi o a corsi e formazioni di breve periodo. Non avrai però il diritto di lavorare o avviare un’azienda.
Nell’epoca post-Brexit, trasferirsi in Inghilterra e nel Regno Unito sul lungo periodo è invece diventato decisamente più complesso. Il governo britannico ha infatti introdotto un sistema che combina punti e criteri da rispettare per poter vivere e lavorare nel paese.

Il sistema in sostanza stabilisce che, con pochissime eccezioni che vedremo in seguito, per andare a vivere in Inghilterra occorra avere un’offerta di lavoro da un datore di lavoro autorizzato (lo sponsor) e avere precise qualifiche e competenze. È quello che si chiama Skilled Worker Visa, ovvero il visto per lavoratori specializzati. Vediamo come funziona.

 

Il point-based system per trasferirsi in Inghilterra

Per andare a vivere in territorio britannico, come dicevamo, occorre conquistare un punteggio minimo di 70 punti e rispettare alcuni requisiti obbligatori. Questi sono:

  • avere un’offerta di lavoro da uno sponsor dotato dell’apposita licenza
  • tale lavoro deve richiedere come minimo il corrispettivo britannico del nostro diploma di maturità
  • occorre avere una certificazione di inglese di livello almeno B1 ottenuta attraverso organismi autorizzati da massimo due anni.

Come dicevamo, questi requisiti sono obbligatori e danno diritto a 50 punti. Per raggiungere i 70 punti, occorre uno stipendio annuo che deve raggiungere una certa cifra che dipende dalla tipologia di lavoro e dall’anno.

Se lo stipendio è inferiore (ma comunque non inferiore a 41.700 sterline all’anno), puoi comunque raggiungere i 70 punti se:

  •  hai un dottorato di ricerca in un ambito rilevante per il lavoro che andrai a svolgere o in materie STEM
  • l’impiego che ti hanno offerto rientra nei settori in cui c’è carenza di personale (come indicato nella Shortage Occupation List) o nei settori della sanità e dell’educazione.

I lavoratori dell’educazione e della sanità hanno accesso a un visto specifico, leggermente diverso dallo Skilled Worker Visa.

 

Le eccezioni

Esistono alcuni casi in cui è possibile, da italiani, trasferirsi in Inghilterra senza un’offerta di lavoro, e riguardano:

  • Le persone che hanno ottenuto una laurea nelle università britanniche
  • I cosiddetti “talenti globali”, ovvero persone che hanno ottenuto risultati eccezionali nel mondo accademico, nella ricerca, nelle arti e nella cultura, nelle tecnologie digitali
  • I cosiddetti “High Potential Individual”, cioè persone che hanno ottenuto un riconoscimento da una università autorizzata nei cinque anni precedenti.

 

Migliora il tuo inglese con un corso British Schools

Trasferirti in Inghilterra è il tuo sogno? Allora ti servirà un livello di inglese almeno intermedio, e una certificazione riconosciuta. Noi di British Schools possiamo aiutarti a rendere il tuo progetto una realtà!

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Guida rapida all’uso di some e any in inglese

Guida rapida all'uso di some e any in inglese

Alzi la mano chi non ha mai avuto dubbi sull’uso di some e any in inglese. Nessuno, vero? Queste due piccole parole rappresentano il cruccio di molti studenti, che faticano a comprendere la differenza tra una e l’altra e quando si usano. Ebbene, in questa guida faremo finalmente chiarezza.

Cosa sono some e any

Per prima cosa, una definizione: some e any sono due termini quantificatori, vale a dire che servono a descrivere la quantità di qualcosa. Non sono gli unici, dato che in inglese esistono anche altri termini che hanno lo stesso scopo, come a lot of, much, many, enough, e così via.

Quando si usa some

Some si usa nelle frasi affermative, e significa “alcuni” o “una certa quantità/un po’”. La sua traduzione varia se si riferisce a un sostantivo countable (cioè numerabile), o uncountable (non numerabile). Alcuni esempi di sostantivi uncoundable sono: money, wine, coffee, bread, cash, cheese, chocolate, travel, water, weather, wood, work, smoke, gasoline, soup, sugar, butter, cake, alcohol.

Facciamo ora qualche esempio di frase che prevede l’uso di some:

I’ve bought some oranges → Ho comprato delle (alcune) arance.
Let me offer you some wine → Lascia che ti offra un po’ di vino.

Particolarità ed eccezioni all’uso di some

Abbiamo detto che some si usa nelle frasi affermative. È così, e tuttavia viene impiegato anche nelle frasi interrogative se queste servono per offrire o per chiedere che ti venga offerto qualcosa.

Esempi:
Can I have some water, please? → Posso avere dell’acqua, per favore?
Would you like some cake with your tea? → Vorresti un po’ di torta con il tuo tè?

Quando si usa any

Any viene usato nelle frasi interrogative e negative, e il suo significato varia a seconda della tipologia di frase:

  • nelle frasi interrogative → sta per “una certa quantità di”, ma in italiano viene spesso tradotto con un articolo partitivo (del, della, dello, dei, delle)
  • nelle frasi negative → sta per niente/nessuno, ma in italiano spesso non è necessario tradurlo con un termine preciso.

Facciamo chiarezza con degli esempi:
Do you have any sugar? → Hai dello zucchero?
Anna does not have any pets → Anna non ha animali domestici.

Particolarità ed eccezioni all’uso di any

Any può essere utilizzato anche nelle frasi affermative, laddove queste sono introdotte da if.

Esempi:
If I’ll have any money at the end of the year, I’ll travel → Se avrò dei soldi alla fine dell’anno, viaggerò.
If you need any corrections, don’t hesitate to ask → Se hai bisogno di correzioni, non esitare a chiedere.

È inoltre possibile sostituire any con no nelle frasi negative, ma a quel punto il verbo dovrà essere affermativo e non più negativo.

There aren’t any clean cups → Non ci sono tazze pulite.
diventa
There are no clean cups.

Niente più dubbi con un corso British Schools

Conquista la sicurezza e la padronanza che desideri con un corso di inglese British Schools. Pensati per soddisfare tutti i livelli, le età e le esigenze, i corsi British Schools sono incentrati su un metodo di insegnamento che mescola efficienza e divertimento, consentendoti di imparare in modo gradevole ed efficace.

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7 film di Halloween da vedere in inglese

7 film di Halloween da vedere in inglese

Le notti si fanno sempre più lunghe, e si avvicina quella più terrificante (e divertente!) dell’anno: la notte di Halloween. Per aiutarti a viverla al meglio in compagnia di un secchiello di popcorn, ecco un elenco di sette film horror da vedere in inglese per imparare…rabbrividendo!

1. 28 giorni dopo

Questo film firmato da Danny Boyle, è uno dei primi successi dell’attore irlandese Cillian Murphy, il quale interpreta un corriere che si risveglia dal coma, durato appunto 28 giorni, in cui è caduto in seguito a un incidente stradale mentre lavorava per le strade di Londra. L’ospedale però è deserto, così come il resto della città , evacuata quando un virus ha iniziato a trasformare le persone contagiate in spietati assassini animati da un’inarrestabile violenza. Per scoprire Londra come non l’hai mai vista! E se ti è piaciuto, puoi anche guardare il sequel, 28 settimane dopo.

2. Hole – L’abisso

Produzione irlandese del 2019, è ambientato nelle campagne dell’isola in una versione particolarmente dark. I protagonisti sono una giovane mamma e il suo inquietante figlioletto, che sembra profondamente trasformato dal momento del loro arrivo in una nuova casa nelle vicinanze di una foresta che nasconde un mistero.

3. Get out

Voliamo dall’altra parte dell’Atlantico per un horror del 2017 che non ha paura di mettere il dito nella questione razziale che da sempre frantuma il paese. Chris è un ragazzo afro-americano che parte per un weekend per incontrare i genitori della sua fidanzata Rose, una di quelle tipiche famiglie bianche e benestanti con una casa di mattoni rossi e moltissimi amici di pari status sociale. Ma qualcosa non torna, e la permanenza di Chris si rivela molto più pericolosa del previsto.

4. Halloween

Quale momento migliore che la notte di Halloween per gustarsi questo classico senza tempo interpretato, tra gli altri, da una giovanissima Jamie Lee Curtis, e firmato nientemeno che da John Carpenter? La trama è ben nota: il ventunenne Michael Myers, reo di aver ucciso la sorella già alla tenerissima età di sei anni, scappa dal carcere proprio durante la notte di Halloween e fa ritorno nella sua tranquilla cittadina natale, alla ricerca della sua prossima vittima.

5. Babadook

Passiamo a un altro enorme paese anglofono, l’Australia. Questo film del 2014 è ambientato ad Adelaide, e ha di nuovo come protagonisti una mamma, in lutto dopo la tragica moglie del marito, è suo figlio, Sam. Bambino irrequieto e insonne, è convinto di essere perseguitato dai mostri. Ma quando in casa appare un libro intitolato Mister Babadook, le sue convinzioni sembrano più che mai fondate.

6. The Descent – Discesa nelle tenebre

Questo film britannico è poco adatto a chi soffre di claustrofobia: è infatti ambientato nientemeno che sottoterra, in una grotta che un gruppo di speleologhe decide di esplorare. Una grotta che però è tutt’altro che disabitata.

7. Psycho

Incrocio tra un film giallo e un horror, è un classico imperdibile che, grazie alla maestria del registra Alfred Hitchcock, ha fatto la storia del genere ed è più di attualità che mai dal momento che è ispirato alle vicende del serial killer Ed Gein di recente ritratto in una serie Netflix di grande successo. La protagonista è una giovane segretaria, Marion Crane, che per garantire una vita migliore a sé e al suo amante ruba 40.000 dollari e intraprende un lungo viaggio in auto verso la California. Una tempesta la costringe però a cercare riparo presso The Bates Motel, il cui proprietario nasconde un terribile segreto.

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Rinnovo del CCNL AISLI-AIBSE-UGL per le Scuole di Lingue: un contratto più moderno e flessibileRinnovo del CCNL AISLI-AIBSE-UGL per le Scuole di Lingue: un contratto più moderno e flessibileRinnovo del CCNL AISLI-AIBSE-UGL per le Scuole di Lingue: un contratto più moderno e flessibile

Rinnovo del CCNL AISLI-AIBSE-UGL per le Scuole di Lingue: un contratto più moderno e flessibile

Roma, 15 ottobre 2025

È stato firmato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro AISLI-AIBSE-UGL per il triennio 2025-2028, che sostituisce anticipatamente il precedente CCNL 2021-2025. Il rinnovo introduce un impianto normativo e organizzativo aggiornato, allineato alle esigenze del settore delle scuole private di lingue e alla calendarizzazione scolastica nazionale.

 

Le principali novità introdotte:

 

  • Durata e decorrenza allineate all’anno scolastico

Il nuovo CCNL entra in vigore dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2028, con possibilità di proroga fino al 2029. Si supera così la precedente scadenza “civile” (aprile) per una maggiore coerenza con i cicli didattici.

 

  • Riconoscimento dell’identità del settore

Nella “Premessa” si rafforza il riconoscimento della specificità pedagogica e organizzativa delle scuole di lingue, evidenziando il legame con il sistema scolastico italiano, la centralità delle certificazioni linguistiche.

 

  • Revisione delle qualifiche e introduzione dell’ottavo livello

Oltre alla ridefinizione delle declaratorie per renderle più aderenti al settore delle scuole di lingue, viene introdotto un 8° livello di inquadramento per valorizzare figure apicali con funzioni direttive e di coordinamento didattico-organizzativo.

 

  • Allineamento con la normativa europea sul lavoro trasparente

L’articolo sull’assunzione recepisce integralmente le disposizioni del D.Lgs. 104/2022, includendo l’obbligo di informare i lavoratori su eventuali sistemi decisionali automatizzati o forme di monitoraggio digitale.

 

AISLI, AIBSE e UGL sottolineano come l’accordo risponda all’esigenza di “coniugare qualità, flessibilità e stabilità occupazionale” in un comparto sempre più strategico per la formazione linguistica e interculturale del Paese.

Campagna inglese: alla scoperta di 4 luoghi da favola

Campagna inglese: alla scoperta di quattro luoghi da favola

Con il loro fascino fiabesco, le imponenti tenute e i piccoli villaggi in cui il tempo pare essersi fermato, le campagne inglesi attirano da sempre i visitatori, oggi resi ancora più numerosi grazie alla scoperta di uno stile di vacanza più lento.

In questo post, ti guideremo tra verdi colline, parchi naturali, e borghi ricchi di storia, in quattro luoghi magici della campagna inglese.

Costwold

Appena a un paio d’ore a Ovest di Londra, distribuite in sei contee tra Inghilterra e Galles, le colline dei Costwold sono celebri per i loro villaggi incantati, come Castle Combe e Bibury, e per i sentieri da trekking, come la Costwold Way, un tracciato lungo ben 164 chilometri. Per gli appassionati di storia inglese, non mancano gli edifici di rilievo, come il Berkeley Castle o il Sudeley Castle, in genere circondati da antichi giardini.

Lake District

Reso noto da innumerevoli romanzi, film, poesie e dipinti, il Lake District è da sempre una meta di vacanza per la borghesia e l’aristocrazia inglese grazie ai suoi paesaggi selvaggi e romantici. Questo parco nazionale include la vetta più alta d’Inghilterra, Scafell Pike e si estende su quasi 2.400 chilometri quadrati. L’ideale per escursionisti e amanti degli sport all’aria aperta, ma anche per chi vuole fare un viaggio alla scoperta di uno dei luoghi che hanno più ispirato gli artisti di questa parte del mondo.

Castello di Bodiam

Nell’East Sussex, a circa un’ora e mezza di auto dalla capitale, si trova un luogo capace di catapultare i visitatori in un mondo incantato. È il Castello di Bodiam, un imponente maniero del XIV secolo costruito nel mezzo di un ampio specchio d’acqua artificiale, che è stato protagonista di molti importanti eventi della storia inglese.
Oggi è una celebre meta turistica che si può raggiungere anche con un treno a vapore.

Yorkshire Dales

Zona collinare ai piedi dei monti Pennini nel nord dell’Inghilterra, questa vasta area di campagna permette di scoprire la tipica brughiera inglese, ricca di muretti a secco e punteggiata di mandrie di bovini e ovini. Anche qui, non mancano i sentieri escursionistici e i villaggi di pietra, anche se quest’area è nota soprattutto per i suoi sistemi di grotte, tra cui uno lungo oltre 87 km.

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