Verbi ausiliari in inglese: quali sono e come funzionano

Verbi ausiliari in inglese: quali sono e come funzionano

Come si può comprendere dal nome, i verbi ausiliari sono quei verbi che hanno un significato di per sé, ma che lo perdono quando “aiutano” un altro verbo in particolari circostanze grammaticali. Rappresentano un elemento indispensabile nell’apprendimento di base di una lingua, specialmente, come vedremo, l’inglese.

Andiamo quindi alla scoperta dei verbi ausiliari in inglese e del loro funzionamento.

 

Quali sono i verbi ausiliari in inglese

I verbi ausiliari inglesi sono tre:

  • to be
  • to have
  • to do

 

Verbo to be

Corrispondente al verbo essere, to be è un verbo che, come ausiliare, ha due impieghi:

Formare il presente progressivo e il passato progressivo (present continuous e past continuous in inglese)

Soggetto + verbo ausiliare to be (al presente o al passato) + gerundio  

Si utilizza per esprimere un’azione in corso di svolgimento nel tempo presente o in quello passato .

Esempio:
I’m eating a pizza.
Sto mangiando una pizza.

We were having a good time on the beach, when it started raining.
Ci stavamo divertendo sulla spiaggia, quando ha iniziato a piovere.

 

Formare il passivo 

soggetto + verbo ausiliare to be + participio passato 

Si ottiene in questo modo la forma passiva dei verbi. 

Esempio:
The baby is carried by his mother.
Il bebè è portato da sua madre.

 

Verbo to have

Il secondo verbo ausiliare inglese, to have, svolge un ruolo importantissimo, oltre ad avere il significato di “avere”. Serve infatti per formare la maggioranza dei tempi verbali composti – in pratica tutti quelli che non utilizzano come ausiliare il verbo essere, che sono il presente e il passato progressivo – sia nella loro forma attiva che in quella passiva.

Vediamo i più comuni e utilizzati.

 

Passato prossimo (present perfect)

Si usa per descrivere un’azione iniziata nel passato, che può essere già conclusa (ma vicina nel tempo) o ancora in svolgimento.
Soggetto + to have (al presente) + participio passato

Esempio:
I’ve just come back from work.
Sono appena tornato dal lavoro. 

 

Presente perfetto progressivo (present perfect continuous)

Esprime un’azione iniziata nel passato, ma ancora in svolgimento nel presente e in genere di una certa durata. 

Soggetto + to have (al presente) + been + gerundio

Esempio:
Marco has been waiting for two hours.
Marco sta aspettando da due ore. 

 

Past perfect

Indica azioni passate che si sono concluse prima di un altro evento, sempre nel passato.
Soggetto + to have (al passato) + participio passato

Esempio:
When he joined the meeting, we had already discussed the most important points.
Quando lui si è unito alla riunione, avevamo già discusso tutti i punti più importanti. 

 

Verbo to do

Tra i verbi ausiliari in inglese, to do è forse il più comune. Si traduce con “fare”, ma ha anche altri ruoli. Bisogna però ricordare che le regole che stiamo per enunciare non si applicano in caso di altri verbi ausiliari o di verbi modali

 

Formare frasi negative

To do supporta gli altri verbi nella formazione del negativo con la seguente formula:

soggetto + to do (al presente o al passato) + not + verbo

Esempio:
Maria doesn’t drink coffee.
Maria non beve caffè. 

 

Formare frasi interrogative

Ecco invece come forma frasi negative:

To do (al presente o al passato) + soggetto + verbo + ?

Esempio
Do you like beer?
Ti piace la birra?

Vuoi imparare le basi della grammatica inglese nel modo più semplice, divertente ed efficace possibile? Dai un’occhiata ai nostri corsi di inglese (anche per principianti)! 

10 proverbi inglesi famosi e pieni di saggezza

10 proverbi inglesi famosi e pieni di saggezza

Scoprire i proverbi e i modi di dire tipici degli inglesi è un ottimo modo per imparare la loro lingua, osservare scampoli della loro cultura e trovare nuove fonti di ispirazione nella saggezza popolare. In questo post abbiamo quindi raccolto 10 proverbi inglesi famosi e particolarmente citati. Alcuni forse li conosci già!

 

1) An apple a day keeps the doctor away

La versione inglese – e forse l’originale? – del celebre detto “Una mela al giorno toglie il medico di torno”. Anche qui c’è una simpatica rima!

 

2) Honesty is the best policy

Un altro proverbio inglese in rima, ma uno che non ha una versione italiana. Il messaggio è molto semplice e allo stesso tempo importante: l’onestà è sempre la strada giusta da seguire. 

 

3) Curiosity killed the cat

I gatti, si sa, sono animali curiosi. Ma la curiosità può essergli fatale. Questo proverbio insomma consiglia di non ficcare il naso dove non si dovrebbe. 

 

4) You can’t make an omelette without breaking a few eggs

“Per fare una frittata bisogna rompere qualche uovo”, diciamo noi.

 

5) Learn to walk before you run

Ecco un consiglio che si può applicare anche a chi inizia a studiare la lingua inglese: prima di imparare a correre, bisogna imparare a camminare. Insomma, quando si impara qualcosa di nuovo, occorre procedere per gradi. 

 

6) Absence makes the heart grow fonder

L’assenza, dice questo proverbio, fa crescere l’affetto nel cuore. Un altro modo per dire che è spesso con la lontananza che si rafforzano i sentimenti di amore. 

 

7) Beggars can’t be choosers

La traduzione letterale di questo proverbio è “i mendicanti non possono essere coloro che scelgono”, che è come dire che quando ci si trova in situazione di bisogno, non ci si può permettere di fare i difficili. 

 

8) Birds of a feather flock together

“Gli uccelli con le stesse piume si radunano”, dice uno dei proverbi inglesi meno noti di questa lista. Che è poi come dire che chi si somiglia si piglia, ovvero che le persone tendono a stare con i propri simili. L’immagine inglese però è più evocativa.

 

9) Don’t put all of your eggs in one basket

“Non mettere tutte le uova nello stesso cestino” è un saggio consiglio che ci insegna a considerare i rischi di ciò che facciamo, soprattutto negli investimenti, e a mettere sempre al riparo un po’ dei nostri averi in caso le cose vadano male. 

 

10) Hope for the best, prepare for the worst

Un altro proverbio che offre un messaggio semplice e allo stesso tempo assai utile: “spera per il meglio, preparati al peggio”. Che è come dire che bisogna essere ottimisti, ma allo stesso tempo pronti per la peggiore evenienza. 

 

Vuoi scoprire molto di più sulla cultura e la lingua inglesi? Continua a leggere il nostro magazine

Verbi modali in inglese: quali sono e come funzionano

Verbi modali in inglese: quali sono e come funzionano

Per questa pagina del nostro blog andremo in esplorazione del mondo dei verbi, e in particolare di un’importante categoria: i verbi modali. 

Utilissimi e dei veri jolly per veicolare con semplicità significati complessi e sfumature linguistiche, i verbi modali in inglese rappresentano una tappa fondamentale del processo di apprendimento della lingua, che ti farà fare un significativo passo in avanti nella tua capacità di esprimerti.

 

Verbi modali in inglese: quali sono e come funzionano

I verbi modali inglesi vengono utilizzati per esprimere consigli, doveri, possibilità, capacità, supposizione, futuro, richiesta e via dicendo, e non hanno un significato autonomo ma si usano in combinazione con altri verbi. 

Sono 10, ovvero:

  • can
  • could
  • may
  • might
  • must
  • shall
  • should
  • ought to
  • will
  • would

 

Il bello è che il loro funzionamento è davvero semplice:

  • Frase affermativa: Soggetto + verbo modale + altro verbo senza il “to”. Ogni persona si coniuga allo stesso modo, non occorre aggiungere la “s” per la terza persona singolare. 
  • Frase negativa: Soggetto + verbo modale + not + altro verbo senza il “to”. Alcuni accettano una forma contratta, come ad esempio will not → won’t.
  • Frase interrogativa: Verbo modale + soggetto + altro verbo senza il “to”.

 

L’unica eccezione è ought to, che prevede l’impiego del “to”. Si tratta tuttavia di un verbo utilizzato soprattutto in ambito britannico

Vediamo ora più in dettaglio i singoli verbi modali inglesi.

 

Can, could, may, might

Can, could, may might vengono impiegati in un ampio ventaglio di circostanze e il loro esatto significato si comprende meglio dal contesto. Vengono usati per esprimere possibilità, capacità, probabilità, permesso. Could esprime possibilità, ma è impiegato anche come passato di can. 


Can I join you for dinner?
Posso unirmi a voi per cena?


Marta can speak English very well.
Marta sa parlare inglese molto bene.


Our team could win the game tomorrow.
La nostra squadra potrebbe vincere la partita domani. 


Are you hungry? I might eat!
Hai fame? Potrei mangiare!


May I finish earlier today? Otherwise I could miss my bus.
Posso finire prima oggi? Altrimenti potrei perdere l’autobus.

 

Must, shall, should, ought to

Trattasi di verbi modali che esprimono obbligo, probabilità o suggerimento. Ought to è un verbo modale inglese particolare, dato che è l’unico che impone l’utilizzo del “to”. Per quanto riguarda l’espressione del “dovere”, must e shall sono i verbi che lo esprimono con maggior forza, seguiti dal più blando ought to e infine da should, che esprime più che altro un suggerimento.

 

You must call me when you’re late or I’ll worry.
Devi chiamarmi quando sei in ritardo, altrimenti mi preoccupo.


Travellers shall arrive at the airport at least two hours before their flight.
I viaggiatori devono arrivare all’aeroporto almeno due ore prima del loro volo.


I ought to go now, or I won’t be home in time for my favourite TV show.
Devo andare ora, o non arriverò a casa in tempo per il mio programma TV preferito.


She shouldn’t accept a job she doesn’t like.
Non dovrebbe accettare un lavoro che non le piace.

 

Will e would

Will would sono verbi modali utilizzati per esprimere futuro, probabilità e richiesta. 


Will you and Giulia be home for christmas?
Tu e Giulia sarete a casa per Natale?


Would you like some tea?
Vorresti del té?


They will be at the wedding but won’t join the dinner.
Saranno al matrimonio ma non parteciperanno alla cena.


Would you please help me move this table?
Mi aiuteresti a spostare questo tavolo?

 

I verbi modali in inglese vengono impiegati anche per esprimere frasi al condizionale, ma è un discorso complesso che affronteremo in un altro blog post. 

Nel frattempo vuoi migliorare il tuo inglese? Cerca una delle nostre sedi vicino a te o informati sui nostri corsi!

Un buon proposito per il 2023: imparare l’inglese!

Un buon proposito per il 2023: imparare l’inglese!

Inizia un nuovo anno ed è tempo di buoni propositi. Un proposito che può aiutarti nella tua carriera, nei tuoi studi e persino nei tuoi hobby? Imparare l’inglese!
Scopri come imparare l’inglese in modo semplice, divertente e coinvolgente con i corsi British School.

 

Imparare l’inglese: una marcia in più al lavoro

Parlata da 1,5 miliardi di persone di cui solo 400 sono madrelingua, l’inglese è la lingua degli affari, del commercio, degli scambi internazionali in generale, ma anche dei manuali tecnici e dei macchinari in una miriade di ambiti. Una lingua indispensabile per fare carriera in moltissimi settori, specialmente all’interno di aziende che operano in diversi paesi. 

Le certificazioni di inglese utili per il lavoro sono diverse, e variano a seconda dei paesi. Quello che è sicuro è che la certificazione giusta ti permetterà di avere una marcia in più nel mondo del lavoro. 

 

L’inglese come lingua del sapere

Nel libro “Does science need a global language” lo studioso Scott L. Montgomery ha ipotizzato che in alcuni ambiti di studio oltre il 90% degli articoli scientifici pubblicati siano in inglese, al punto che quest’ultimo è ormai la lingua franca della ricerca scientifica. 

Dall’economia alla biologia, dalla sociologia all’ingegneria meccanica, imparare l’inglese è indispensabile per avere successo negli studi accademici. 

 

Let’s have fun! L’inglese per il divertimento e gli hobby

Serie TV, libri, film, musica, viaggi, e gli hobby più diversi: l’inglese può aprirti le porte a tutto un mondo di intrattenimento, divertimento e scoperta. In quanto lingua di nascita, tra gli altri, del rock&roll, dell’industria cinematografica, delle più importanti piattaforme di streaming al mondo e persino del calcio, può aiutarti a coltivare meglio le tue passioni!

 

Come imparare l’inglese con i corsi British School

Cerchi un modo adatto a te per imparare l’inglese? Puoi trovarlo nei corsi della sede British School più vicina a te! Con oltre 70 sedi in Italia, abbiamo una distribuzione capillare su tutto il territorio e offriamo un catalogo di corsi perfetti per ogni livello ed esigenza:

  • Kids: i corsi indirizzati ai più piccoli.
  • Teens: i corsi per ragazzi della scuola secondaria inferiore e superiore.
  •  Adults: corsi collettivi e individuali che offrono risultati certificati e la possibilità di utilizzare l’apprendimento misto, che si svolge sia in presenza che in modalità e-learning, per una grande versatilità e costi abbattuti. 
  • Corporate: i corsi tenuti da docenti specializzati in Business English.
  • Interactive: corsi su misura che offrono la massima flessibilità, e in cui l’utente è accompagnato da un piccolo team di professionisti, il Personal Tutor (un docente madrelingua) e il Customer Care Manager (che si occupa della pianificazione e del monitoraggio del corso secondo le esigenze dell’utente). 
  • For Schools: corsi per studenti e docenti di ogni ordine e grado. 

 

Vuoi sapere qual è il corso più adatto a te e cominciare da subito a imparare l’inglese? Contattaci

Inglese americano e inglese britannico: 5 differenze da conoscere

Inglese americano e inglese britannico: 5 differenze da conoscere

Oggi qui su British Schools partiamo per un viaggio tra le due sponde dell’Atlantico, scoprendo le 5 più importanti differenze tra inglese americano e inglese britannico

 

Ortografia

Cominciamo con le differenze nel modo in cui alcune parole si scrivono. Non possiamo qui elencarle tutte, ma ecco alcuni degli esempi principali e che è bene ricordarsi:

 

Inglese britannicoInglese americano
CancelledCanceled
JewellerJeweler
FulfilFulfill
SkilfulSkillfull
CatalogueCatalog
OrganiseOrganize
DefenceDefense
LicenceLicense
ColourColor
BehaviourBehavior
TyreTire
BurntBurned
DreamtDreamed

 

Terminologia

Com’è facile comprendere, le migliaia di chilometri che dividono la Gran Bretagna e il continente nordamericano hanno aperto delle differenze nella lingua anche dal punto di vista terminologico. 

 

Anche in questo caso, elenchiamo gli esempi che è più importante conoscere:

Inglese britannicoInglese americano
holidayvacation
flatapartment
universitycollege
chipsFrench fries
biscuitcookie
chemistdrugstore
shopstore
footballsoccer
lorrytruck

 

Nomi collettivi

Tra le differenze che dividono inglese britannico e inglese americano c’è anche l’uso dei nomi collettivi. Mentre nell’inglese statunitense e canadese questi sono sempre singolari, nell’inglese britannico possono essere singolari o plurali, anche se la forma plurale è quella più comunemente usata. 

Facciamo un paio di esempi:

Inglese britannico: 

The team have won the match

The band are really good

My family live in Italy

Inglese americano:

The team has won the match

The band is really good

My family lives in Italy

 

Need e shall

La prossima differenza riguarda l’uso di due verbi ausiliari. Cominciamo con il verbo need. Nella sua forma negativa contratta needn’t, non viene quasi mai utilizzato nell’inglese americano, mentre è comune in quello britannico. In USA e Canada si preferisce la forma estesa do not need, seguita da to

Esempio:

Inglese britannico

You needn’t leave home so early

Inglese americano

You do not need to leave home so early

 

Per quanto riguarda il verbo shall, mentre quest’ultimo è raramente usato in inglese americano perché considerato troppo formale (viene sostituito da should will), è molto più comune in inglese britannico. 

Esempio:

Inglese britannico

Shall I go home?

Inglese americano

Should I go home?

 

Past simple present perfect

Inglese americano e britannico si differenziano anche per quanto riguarda la scelta di declinare un verbo al past simple o al present perfect. Mentre nell’inglese britannico quest’ultimo viene impiegato ogni volta che si descrive un’azione terminata da poco e comunque ancora rilevante nel presente, in quello americano spesso si predilige il passato semplice, specialmente se sono presenti gli avverbi yet, just, already.

Esempio:

Inglese britannico

Has your mother already come home?

Yes, she has just arrived.

Inglese americano

Did your mother already come home?

Yes, she just arrived.

 

Inglese britannico e americano non sono poi così diversi

Come ormai ti sarà chiaro, nonostante l’oceano che li divide, l’inglese britannico e quello americano non sono poi così diversi. Insomma, imparare l’inglese britannico ti apre le porte non solo della Gran Bretagna, ma anche degli Stati Uniti e di qualunque altro paese anglofono. 

Cartoni animati in inglese: i 5 più imperdibili

Cartoni animati in inglese: i 5 più imperdibili

Imparare divertendosi non è una semplice espressione, ma una vera e propria filosofia di insegnamento per noi di British Schools. D’altra parte, lo dicono molti studi: il divertimento è importantissimo per migliorare le abilità cognitive e di conseguenza la nostra capacità di imparare.

Per questo, oggi vogliamo parlare dei 5 migliori cartoni animati in inglese per bambini e non solo, per aiutare grandi e piccini a familiarizzare con la lingua con l’aiuto di risate, colori e leggerezza. 

 

I 5 migliori cartoni animati da guardare in inglese

Vera e il regno dell’arcobaleno

Questa produzione canadese è disponibile su Netflix con 29 episodi pieni di fantasia e tenerezza. La protagonista, Vera, è una bambina con i capelli blu che in compagnia del suo migliore amico, il gatto Bartleby, e grazie ai poteri di un albero magico cerca di aiutare le creature del Regno Arcobaleno. 

Vera e il regno dell’arcobaleno è disponibile su Netflix in inglese, con o senza i sottotitoli, e in italiano.

 

Monsters & Co. la serie – Lavori in corso!

Disponibile su Disney +, la serie è un sequel del famosissimo film del 2001 Monsters & Co. In effetti, comincia proprio il giorno dopo la conclusione del film, nel quale un mondo di mostri che si affida alla paura degli esseri umani per produrre energia scopre che può ottenerne ancora di più dalle risate. 

La serie si occupa quindi della nuova fase di “riconversione energetica” dell’azienda Monsters & Co, con un’infinità di gag, personaggi divertentissimi e doppiatori d’eccezione come Billy Crystal, John Goodman e Henry Winkler (il mitico Fonzie di Happy days). Anche in questo caso, il cartone animato è disponibile in inglese con sottotitoli o meno, e anche in italiano.

 

Peppa Pig

La famosissima maialina è disponibile su Rai Play con 15 episodi in inglese ideali per i più piccini. Con le sue avventure, Peppa insegna valori come l’amicizia, il rispetto, l’amore per la famiglia, in una quotidianità allo stesso tempo fantastica e in cui i più piccoli possono immedesimarsi.  

 

SpongeBob SquarePants

Torniamo su Netflix per un cartone animato che non ha bisogno di presentazioni: la fortunatissima spugna marina creata dal disegnatore Stephen Hillenburg è in onda dal 1999, e da allora guadagna fan di tutte le età, incantati dalle sue buffe avventure nella città di Bikini Bottom. 

 

Leo the truck

Questo cartone animato disponibile in inglese sul canale YouTube KidsFirstTV farà la gioia di tutti quei bambini e bambine che amano giocare con le macchinine, i camion, le ruspe, i robot e tutti gli altri mezzi meccanici. 

 

Imparare l’inglese con i cartoni animati è certamente divertente, ma è molto più efficace nell’ambito di un programma di apprendimento strutturato e pensato apposta per i più piccoli. Scopri i nostri corsi!

Breve guida ai convenevoli in inglese: saluti, presentazioni, ringraziamenti

Breve guida ai convenevoli in inglese: saluti, presentazioni, ringraziamenti

Devi incontrare dei colleghi della sede londinese e non sei sicuro di come dovrai salutarli? Vuoi presentarti a un potenziale datore di lavoro in modo impeccabile? O sentirti a tuo agio in un gruppo di nuovi amici internazionali?
Ecco una breve guida ai convenevoli in inglese che ti aiuterà a districarti sia nelle situazioni informali che in quelle più formali. 

 

I saluti in inglese

Possiamo dividere i saluti in inglese in espressioni formali e informali. Vediamole separatamente per evitare confusione.

 

Formali

Se ti trovi in un contesto formale, ad esempio in ambito lavorativo o accademico, i saluti più adatti saranno “good morning” (buongiorno), “good afternoon” (buon pomeriggio) e “good evening” (buona sera), a cui puoi aggiungere l’espressione di cortesia “how do you do?”, corrispondente all’incirca al nostro “come va” ma più formale. “Goodbye” (addio) o “good night” (buonanotte) sono infine i termini più utilizzati quando ci si separa. 

I saluti possono essere accompagnati da una stretta di mano, che però la pandemia ha fatto diventare un gesto meno comune. 

 

Informali

Incontri degli amici per un concerto o un film? “Hello” e “hi”sono i saluti decisamente più utilizzati in ambito informale, spesso accompagnati da “how are you?” o “how is it going?” (come va). Al momento di andartene, puoi dire semplicemente “bye!”. 

 

Come presentarsi in inglese

Vediamo ora invece come presentarsi in inglese nel modo corretto, un know how indispensabile per fare una buona impressione, specialmente in contesti come i colloqui di lavoro.

 

Formale 

Ecco qualche frase utile per presentarti in inglese in un contesto formale:

I’d like to introduce my self (vorrei presentarmi)

My name is…. and I’m a/I work as… (mi chiamo….e sono un/lavoro presso…)

Pleased to meet you (è un piacere conoscerla/conoscervi)

Anche in questo caso, la stretta di mano era un gesto molto diffuso, un po’ meno usato dallo scoppio della pandemia. 

 

Informale

Vediamo ora le frasi più utili per presentarti in un ambito informale, ad esempio a una festa, a un concerto o al pub.

I don’t think we’ve met (non credo che ci siamo ancora presentati)

My name is…., but you can call me… (mi chiamo…ma puoi chiamarmi…. – in caso tu abbia un soprannome o un diminutivo)

Nice to meet you (piacere di conoscerti)

 

Come ringraziare in inglese

Ringraziare è un principio basilare ma importantissimo, in ogni ambito, dall’amicizia al lavoro. Ecco alcune frasi che possono aiutarti a trovare il ringraziamento più adatto in ogni circostanza. 

Thank you for giving me the opportunity to… (la/vi/ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di…)

Thank you for inviting me to your party  (grazie per avermi invitato alla tua festa)

Thank you for being here, it’s so nice to see you  (grazie per essere qui, è così bello vederti)

Thank you for joining this meeting  (grazie per aver partecipato a questa riunione)

Thank you for calling (grazie per aver telefonato)

Thank you for clarifying the issue (grazie per aver chiarito la questione)

 

Vuoi imparare l’inglese in modo interattivo, coinvolgente e adatto al tuo livello? Scopri i nostri moltissimi corsi e le nostre diverse formule di studio.

A che età i bambini dovrebbero cominciare a studiare l’inglese?

A che età i bambini dovrebbero cominciare a studiare l’inglese?

Come abbiamo già discusso in un altro post, studiare l’inglese non solo è un piacere e un divertimento (con i corsi giusti), ma fa addirittura bene al cervello. E se imparare una lingua è certamente utile a qualunque età, è però vero che per i bambini è molto più semplice. 

Lo dimostrano molti studi: i più piccoli sono più bravi degli adulti ad apprendere la grammatica e la pronuncia, ed è solo apprendendo una seconda lingua da piccoli che si può diventare realmente bilingui. 

Tuttavia, rimane una domanda: a che età i bambini dovrebbero cominciare a studiare l’inglese? Cerchiamo di rispondere basandoci sulle indagini compiute da diversi ricercatori. 

 

Bambini e studio dell’inglese: qual è l’età giusta per cominciare?

Partiamo da uno studio della prestigiosa università di Harvard, che sfata un mito tanto vecchio quanto duro a morire: quello secondo cui i bambini non dovrebbero cominciare a imparare una nuova lingua prima di avere una padronanza della prima. Falso, dicono i ricercatori dell’università statunitense, i quali affermano al contrario che i bambini che iniziano l’apprendimento di una seconda lingua tra i 3 e i 4 anni sono più creativi, hanno maggiori capacità di pensiero creativo e una mente più flessibile. 

Questo non significa, però, che sia d’obbligo insegnare l’inglese ai bambini fin dall’età prescolare. Un altro studio sempre statunitense ha scoperto che bambini e ragazzi possono apprendere una seconda lingua in modo ottimale fino ai 18 anni. E tuttavia, per raggiungere il livello di un madrelingua è bene che l’apprendimento dell’inglese o di qualunque altra seconda lingua cominci entro i 10 anni

In parole povere: vuoi che tuo figlio impari a parlare l’inglese come se fosse nato all’ombra della cupola della Saint Paul Cathedral? Allora è meglio iscriverlo a un corso di inglese per bambini. Ma se è poco più grande niente paura: con un corso di inglese specifico per i ragazzi che frequentano le medie e superiori lo imparerà comunque alla perfezione, magari solo con un leggero accento italiano!

 

L’importanza di imparare attraverso il gioco

Noi che siamo professionisti dell’insegnamento della lingua inglese da oltre 70 anni lo sappiamo bene: si impara di più quando ci si diverte! E se questo principio è valido a qualunque età, lo è ancora di più per i bambini, che non hanno ancora l’autocontrollo e le capacità cognitive necessarie per passare ore seduti in classe ad ascoltare una lezione. 

Ecco perché è importante sì stimolare i più piccoli ad apprendere, ma anche riconoscere la loro esigenza di giocare, anche nel tempo dedicato allo studio. Perché per loro il gioco è studio! Solo così imparare una nuova lingua sarà un’attività gradevole e, in ultima istanza, in grado di portare ai risultati sperati. 

Studiare le lingue fa bene – anzi benissimo! – al cervello

Studiare le lingue fa bene – anzi benissimo! – al cervello

Tutti sappiamo che studiare le lingue può aprire moltissime porte, sia perché ci aiuta a parlare con chi non conosce la nostra, a viaggiare, a incontrare nuove culture, e sia perché può essere di aiuto alla nostra carriera lavorativa o accademica.  

Un numero crescente di ricerche ha però dimostrato una verità molto più sorprendente: studiare le lingue ha degli effetti importanti, e tutti molto positivi, sul cervello.

 

Cosa succede al cervello quando si impara una nuova lingua

Vuoi imparare l’inglese e sei a corto di motivazione? Leggi qui: secondo quanto emerso da uno studio compiuto da un’equipe di scienziati svedesi, imparare una lingua straniera fa letteralmente crescere il cervelloaumentando il volume di aree come l’ippocampo e alcune zone della corteccia cerebrale collegate alle competenze linguistiche, cosa che non avviene quando si studiano altre materie.

Un’altra ricerca ha dimostrato che i bambini che conoscono due lingue hanno migliori performance di quelli monolingui non solo nei compiti che hanno a che fare con le capacità linguistiche, ma anche in quelli non verbali. In parole povere, conoscere due lingue fin da piccoli rende più abili non solo nelle lingue in generale, ma anche nel multitasking e nelle attività che richiedono grande concentrazione.

Un’ulteriore studio, questa volta italiano, ha dimostrato che le persone bilingui hanno più materia grigia di quelle monolingui, fattore che le rende più rapide a prendere decisioni e ad agire per risolvere una situazione di conflitto cognitivo.

Insomma, se la risposta alla domanda “perché è importante studiare le lingue straniere” era già ricca di argomentazioni più che positive, ora sappiamo per certo che se ne aggiunge un’altra: perché migliora, e decisamente, il cervello. E non finisce qui!

 

Studiare le lingue aiuta contro l’Alzheimer e l’ictus

Il cervello di chi parla due lingue sarebbe anche più protetto nei confronti della demenza da Alzheimer. Secondo una ricerca compiuta dall’Università Vita-Salute San Raffaele su 85 pazienti altoatesini affetti da Alzheimer, metà monolingui e metà bilingui, quelli bilingui dimostravano risultati migliori, con un progredire della malattia più lento di ben 5 anni rispetto a quelli monolingui.

Non solo. Una ricerca svoltasi in India ha mostrato che i pazienti bilingui tendono ad avere un recupero migliore dopo un ictus. Ben il 40% di quelli presi in esame avevano delle funzioni cognitive nella norma, contro il 20% dei pazienti monolingui.

In conclusione: studiare le lingue fa bene al cervello a tutte le età, dall’infanzia fino alle fasi più avanzate della vita. Dunque cosa aspetti? Contattaci per conoscere i nostri corsi, anche su misura!

Quanto tempo serve per imparare l’inglese?

Quanto tempo serve per imparare l’inglese?

Anche se la quadrilogia Matrix descrive una realtà terrificante, ammettiamolo: tutti abbiamo prima o poi desiderato di poter imparare una nuova competenza in pochi minuti proprio come i protagonisti del film. Lingue incluse. 

Per imparare qualunque cosa, però, occorrono studio e pratica, e non è affatto detto che sia un male. Studiare l’inglese, ad esempio, può essere divertente e andare ben oltre i classici esercizi grammaticali, coinvolgendo libriserie TV e persino podcast

Qualunque sia il metodo che utilizziamo, però, occorrerà tempo. Dunque quanto tempo serve per imparare l’inglese? Precisiamo meglio: quanto tempo ci vuole per imparare l’inglese da zero fino a raggiungere un livello utile, ad esempio, nel lavoro?

 

Quanto tempo serve per imparare l’inglese?

La risposta alla domanda “quanto tempo ci vuole per imparare l’inglese” non può chiaramente essere netta e precisa. La realtà è che il tempo che ciascuno di noi impiega per imparare una lingua straniera dipende da diversi fattori, come vedremo in seguito. 

Tuttavia, possiamo abbozzare una stima: per imparare l’inglese occorrono circa 600 ore di studio, tra corsi e studio individuale. Cifra che però vale solo per chi parla una lingua vicina, dal punto di vista grammaticale, all’inglese, come l’italiano. A una persona che parla arabo occorrerà più tempo. 

 

Gli elementi che influenzano il tempo di apprendimento di una lingua

Imparare una lingua, inglese incluso, può richiedere più o meno tempo a seconda di diversi fattori:

  • Se conosci già altre lingue straniere. È infatti ben noto alla scienza che essere bilingui rende il cervello più agile e più capace di adattarsi all’apprendimento di una nuova lingua. 
  • Se ti immergi completamente in una nuova lingua. più sarai circondato dalla lingua che studi e più in fretta imparerai. Ma attenzione, questo non significa che devi trasferirti a Londra per imparare l’inglese, potresti ottenere una simile “immersione” grazie a un corso interattivo, e alla fruizione di media – dalla TV ai già citati podcast – rigorosamente in lingua. 
  • Se la tua lingua madre è vicina a quella che vuoi imparare. Nel nostro caso, l’inglese e l’italiano sono lingue imparentate e non troppo distanti tra loro, anche se appartengono a due gruppi linguistici diversi (quello delle lingue romanze il nostro, e quello delle lingue germaniche per l’inglese). 
  • Se hai una forte motivazione. Non dimentichiamo che il motivo che ti spinge a studiare una nuova lingua avrà un peso nel risultato che otterrai. Se lo studio ti interessa, ti appassiona – ancora, se ti diverte – imparerai più in fretta e meglio. 

 

Insomma, studiare in modo regolare e possibilmente intenso, ma farlo con il giusto approccio è ciò che offre realmente dei risultati e che ti farà imparare l’inglese più rapidamente.